Regione: sì alla mozione per riaprire i roccoli

Un formale impegno per un cammino ancora lungo e ricco di difficoltà. Regione Lombardia muove un passo verso il ripristino di una delle sue tradizioni. Il Consiglio regionale ha infatti approvato una mozione finalizzata alla riapertura, alla valorizzazione e alla promozione dei roccoli su tutto il territorio lombardo. Il provvedimento impegna ufficialmente la Giunta a lavorare per superare il blocco delle catture, in vigore dal 2013, attraverso un modello capace di far convivere la continuità storica con la tutela dell’avifauna.

L’approvazione di questo atto punta a far rinascere gli impianti nelle valli, non solo salvaguardando le caratteristiche strutture arboree, ma riattivando la cattura degli uccelli selvatici. L’obiettivo è duplice: da un lato proteggere la figura dei roccolatori, la cui esperienza secolare rischia l’estinzione, e dall’altro sostenere la pratica della caccia con i richiami vivi, oggi messa in difficoltà dall’aumento dei costi e dalla scarsità di esemplari.

Il piano d’azione prevede che la Giunta segua l’iter della normativa nazionale, inoltrando la richiesta di parere all’Ispra entro il 30 aprile per predisporre i necessari atti attuativi. Si punta inoltre a mappare i roccoli e gli operatori ancora attivi, riavviando subito i corsi per il rilascio dei patentini così da favorire il ricambio generazionale.

La questione assume anche un rilievo normativo nel confronto con il resto d’Europa. Mentre in altri Paesi le normative comunitarie permettono l’uso delle reti a condizioni specifiche, in Italia si registra ancora una disparità di trattamento. Dato che l’Ispra ha già validato i quantitativi minimi proposti per la cattura dei turdidi, la mozione spinge per superare le attuali restrizioni in favore di una gestione responsabile delle risorse naturali.

Infine, il provvedimento tocca la sfera culturale e urbanistica. Regione Lombardia si impegna a far conoscere la storia dei roccoli nelle scuole, organizzando visite guidate e coinvolgendo i roccolatori nella divulgazione delle tradizioni locali. Tra i traguardi a lungo termine, emerge la volontà di inserire queste strutture nei piani urbanistici come elementi identitari del paesaggio e di avviare le procedure per il riconoscimento dei roccoli e della loro arte come Patrimonio dell’Umanità UNESCO.