“I fatti prima delle parole”: a Paitone il punto di Federcaccia Lombardia sulla migratoria

I fatti prima, le parole dopo. È questo il messaggio chiaro e diretto che Federcaccia Lombardia ha voluto lanciare agli oltre cento cacciatori intervenuti a Paitone, in provincia di Brescia, nel corso della serata organizzata in collaborazione con la settoriale Ucim e interamente dedicata alla caccia migratoria. Un appuntamento ricco di contenuti e spunti di confronto, aperto dai saluti del Presidente nazionale Ucim Carlo Romanelli — che ha ringraziato la sezione lombarda per il costante impegno sul territorio — e condotto sotto la moderazione del Presidente regionale Marco Bruni.

I numerosi temi tecnici affrontati hanno permesso ai presenti di toccare con mano la mole di lavoro portata avanti dall’associazione. Tra gli argomenti centrali, la complessa questione dei valichi montani e della migratoria è stata sviscerata sotto il profilo legale e pratico dall’Avvocato Lorenzo Bertacchi dell’ufficio legale di Federcaccia, mentre il Dottor Michele Sorrenti, dell’Ufficio Studi e Ricerche, ha illustrato il contributo della ricerca scientifica sui Turdidi attraverso dati certi e rigorosi.

Un impianto tecnico rigoroso che ha consentito di superare criticità complesse, come la vicenda dei valichi, risolta proprio grazie all’azione sinergica dell’associazione e al supporto pratico e legislativo della politica. Una collaborazione rivendicata con orgoglio anche dai rappresentanti delle istituzioni lombarde presenti, tra cui i consiglieri bresciani Floriano Massardi della Lega e Claudia Carzeri di Forza Italia.

Tra i protagonisti del percorso di riforma spicca l’Onorevole Francesco Bruzzone, tra i principali fautori della revisione della legge 157, approvata in Senato e ora in attesa dell’iter alla Camera. Bruzzone ha sottolineato come il metodo pragmatico di Federcaccia debba fare da bussola per l’intero settore, evidenziando la necessità di concentrarsi su obiettivi concreti e fattibili, mettendo da parte le promesse elettorali difficili da mantenere.

Sulla stessa linea l’intervento di Floriano Massardi, che ha rimarcato l’importanza del lavoro svolto dalla struttura tecnica dell’associazione, fondamentale per permettere alla politica di tradurre le istanze venatorie in atti amministrativi e normativi solidi. Massardi ha ricordato anche i momenti di forte tensione istituzionale vissuti durante le fasi più delicate dell’iter legato ai valichi, sottolineando i risultati raggiunti per il miglioramento del calendario venatorio, che vanno dal carniere per il sassello alle giornate integrative, fino alla proroga della caccia alla beccaccia e al mantenimento di scadenze e specie fondamentali.

Infine, la consigliera Claudia Carzeri ha confermato l’inversione di tendenza in atto anche a livello regionale. Definendo Federcaccia un interlocutore serio e affidabile, la rappresentante di Forza Italia ha richiamato l’attenzione sull’importanza della veridicità scientifica e normativa delle fonti. Carzeri ha infine ribadito la necessità di distinguere chiaramente il ruolo d’indirizzo della politica da quello gestionale dei funzionari, auspicando un cambio di paradigma culturale che passi anche attraverso iniziative di informazione e serate di rendiconto come quella di Paitone, fondate su ciò che è stato concretamente realizzato piuttosto che sulle promesse per il futuro.

A completare il quadro, l’intervento della Dottoressa Antonella Labate ha evidenziato il legame profondo tra capanni e biodiversità, rimarcando il valore culturale ed ecologico della caccia tradizionale nella tutela dell’ambiente e introducendo il progetto voluto da Ucim. L’obiettivo è quello di valorizzare gli appostamenti dimostrando che non sono solo luoghi di passione, ma veri e propri presidi ambientali. Attraverso la raccolta di informazioni sugli interventi di miglioramento degli habitat che ognuno compie, verrà redatto un report scientifico per testimoniare il contributo reale dei cacciatori alla tutela della natura.