Si è tenuto lo scorso sabato 31 gennaio il convegno organizzato dal Comprensorio alpino Alpi Comasche, la Federcaccia Como, L’Uncza, la Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio e il Comune di Dongo, un momento di confronto tra autorità, esperti e rappresentanti del mondo venatorio per discutere della gestione del territorio e della caccia, dell’etica e del turismo di massa sulle montagne.
L’evento si è aperto con i saluti delle autorità locali e regionali, tra cui spiccava la presenza dell’assessore Fermi e di alcuni consiglieri regionali come Giacomo Zamperini. L’assessore ha espresso vivo apprezzamento per l’iniziativa, complimentandosi con Armando De Lorenzi, presidente del Comprensorio, per aver sollevato un tema complesso e di grande attualità: la gestione faunistica intesa come strumento di progresso e tutela del territorio.
Un momento di particolare interesse è stato l’intervento di Mauro Navio, presidente provinciale, che ha introdotto Marco Bruni, Presidente regionale di Federcaccia. Quest’ultimo ha catturato l’attenzione dei presenti narrando la vicenda dei Valichi, un patrimonio culturale e ambientale spesso poco conosciuto a causa della posizione periferica del territorio, una tematica sempre calda a livello regionale, che proprio Federcaccia Lombardia e Nazionale con il loro impegno hanno permesso di risolvere la diatriba con il Tar per arrivare all’emendamento presente nella nuova legge della Montagna che è stata approvata in Parlamento, salvando l’attività venatoria.
Il cuore tecnico del convegno ha riguardato il ruolo del cacciatore nella società moderna. La dottoressa Antonella Labate ha
presentato un intervento focalizzato su “Azioni per lo sviluppo di una filiera sostenibile”. L’accento è stato posto su tre pilastri fondamentali:
Etica venatoria: il rispetto per il selvatico e l’ambiente.
Valorizzazione delle carni: trasformare il prelievo venatorio in una risorsa alimentare d’eccellenza, seguendo il modello della Fondazione UNA.
Sostenibilità: garantire che l’attività venatoria sia utile e integrata con l’ecosistema.
Il dibattito ha toccato anche il tema della sicurezza e della legalità con l’intervento di Marco Testa, agente della Polizia Provinciale, che ha discusso le sinergie necessarie tra il mondo venatorio e gli organi di vigilanza per una corretta applicazione delle norme.
In chiusura, Magda Zanzottera, tecnico faunistico, ha illustrato i risultati dei monitoraggi effettuati nel comprensorio. Nonostante l’argomento esulasse parzialmente dal tema principale della filiera, i dati presentati hanno fornito le linee guida scientifiche essenziali per le future strategie di gestione faunistica dell’area.
